Sesta Maratona di Natale a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Monday 5 December 2011 10:00 am

Se uno presta attenzione ai film della Nouvelle Vague francese, ed in particolare ai film di Francois Truffaut e Jean Luc Godard, c’è un fatto che si ripete con una certa frequenza: i personaggi corrono. Non è che sia un gesto forzato o premeditato, tutto il contrario. Nell’intensità del movimento dei personaggi sul grande schermo, nel loro incedere, o nella loro direzione durante la scena, c’è qualcosa che li mette davanti al mondo, forse un effetto generazionale, l’ideologia poetica caricata nell’immagine: correre è conquistare il mondo, agguantare la vita, andare verso lo sconosciuto o l’irraggiungibile.

sesta maratona natale

E così, troviamo che Antoine Doniel, l’alter ego dello stesso Francois Truffaut, nei film “I 400 Colpi”, “Antoine e Colette”, “Baci Rubati”, “Matrimonio Coniugale” e “L’Amore in Fuga”, non fa altro che correre da una situazione ad un’altra. In questi cinque film, Antoine, di carattere nervoso e agitato, non fa altro che mettersi comicamente nei guai, correndo da una parte all’altra, da una donna all’altra, da un’esperienza ad un’altra, senza lasciare che il mondo attorno a sè lo freni. Il modo di correre di Antoine non è quello di una persona che è in ritardo, ma l’esatto opposto; dalla sua corsa si evince la voglia di arrivare in anticipo, per provare prima la prossima esperienza che attraverserà la sua vita, con la voglia di viaggiare verso il futuro, provando l’emozione di essere vivo tra un’avventura amorosa e la successiva.

In questa maniera è possibile vedere l’atto del correre come un modo poetico di affrontare la vita, oltre ad essere una modalità d’esercizio fisico quotidiano che mira alla salute e al benessere del corpo. In fin dei conti, cos’è la corsa, se non una costante lotta con sè stessi, per continuare ad avanzare, sostenendo il corpo nel suo movimento ed evitando di cadere, mettendo sempre una gamba davanti all’altra, in continuazione, accompagnati dalle costanti di velocità e respirazione, ossigenando il proprio corpo, garantendogli energia vitale?

Di conseguenza, l’importanza della respirazione e del ritmo ci portano alla calma, alla pace interiore, alla meditazione in movimento e al raggiungimento di una certa conoscenza, che ci viene dal corpo, per il corpo. Il correre ci obbliga a mantenere un ritmo preciso durante l’esecuzione; la stanchezza, che è parte inevitabile di ogni esercizio fisico, è regolata dalla nostra respirazione, dal modo in cui la gestiamo. L’andare a correre, e l’apprendere a riconoscere la nostra respirazione, a controllarla e ordinarla, ci porta ad uno stato di autosufficienza, di miglior conoscenza del funzionamento del nostro corpo, come precedentemente affermato. In questo modo, ci liberiamo dallo stress, ci si libera delle calorie in eccesso e si acquisisce maggiore energia.

Per sperimentare il mondo dell’esercizio fisico e delle corse, la VI Maratona di Natale a Siviglia è sia un’occasione per partecipare con altri corridori, sia per conoscere la città insieme e da una prospettiva diversa. Il percorso inizierà da Parque de los Principes, e continuerà nella glorieta Carlos Cano, la glorieta Republica Dominicana, l’avenida Carrero Blanco, e attraverso altri luoghi, fino a tornare a Parque de los Principes. Questo evento è organizzato dall’Istituto Municipale degli Sport di Siviglia, e si terrà il 18 dicembre alle ore 11:00. Ci sarà un sorteggio tra tutti coloro che taglieranno il traguardo, con premi in articoli sportivi, oltre ad altre attività lungo il percorso.

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Andreas Fogarasi a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Thursday 24 November 2011 9:05 am

Fino al 15 gennaio 2012 il Centro d’Arte Andalusa Contemporanea di Siviglia ospiterà l’opera Construir y Desmontar dell’artista concettuale austriaco Andreas Fogarasi. L’esposizione  fa parte del ciclo Sesisón Margen y Ciudad.

andreas <b>fogarasi</b> siviglia

Andreas Fogarasi è nato a Vienna, Austria, nel 1977. Ha studiato belle arti e architettura. Lavora su temi politici, il ruolo sociale ed economico svolto dalla cultura e dall’arte in  particolare come mezzo per comprendere i meccanismi di produzione e riproduzione.

La  riflessione e la critica sugli interessi di carattere economico e politico che si nascondono nel mondo dell’arte ed il modo in cui influenzano lo spettatore è ciò che viene brillantemente rappresentato nella sua opera. Come architetto e conoscitore del sistema in cui si articolano, costruiscono e ricostruiscono le città  Fogarasi si concentra in particolar modo sulle città contemporanee, sul modo in cui l’architettura e le urbanizzazioni che le costituiscono siano in accordo con la visione egemonica della cultura dominante in quanto occultano certi  status sociali ed economici: la povertà, la  segeregazione e anche la ricchezza sfacciata di un  una minoranza della popolazione.

Il tema ricorrente in tutta la sua opera è la mercificazione della città, costruita sulla base di  stereotipi che vanno a deteriorare la plurlaità e l’ eterogeneità dell’identità urbana.

Construir / Desmontar riunisce alcuni dei suoi interessanti lavori. In Süden per esempio, realizzata nel 2005, indaga il fenomeno della nascita di urbanizzazioni intorno alle grandi fabbriche d’automobili che ha caratterizzato il  XX secolo e la cultura dello sviluppo industriale. Questo processo di urbanizzazione ha inizio con lo sviluppo della classe borghese nel XVIII secolo, epoca in cui le fattorie venivano costruite nei pressi della casa del propietario e intorno alle quali sorgevano baracche per ospitare i lavoratori.

Contemporaneamente al rafforzamento del capitalismo i proprietari cercano zone più vivibili in cui costruire le loro magioni mentre i lavoratori continuano ad abitare vicino alle fabbriche, così mentre si instaura  una società del benessere le baracche si trasformano in paesi e sorge il commercio nelle vicinanze delle grandi fabbriche.

In altre sue opere, come  Kultur und Freizeit del 2006, Fogarasi realizza una costruzione di legno dalla quale gli spettatori possono osservare ed interagire con i video sui centri culturali di Budapest la cui destinazione d’uso è cambiata  a seguito dei  ai cambi politici dovuti alla  caduta del socialismo reale.

Folkemuseum realizzato nel 2010 è un documentario su un museo norvegese nel quale viene ricostruita la storia della vita rurale in  un paese fittizio. Construir/Desmontar, realizzata nel 2010 è una videoinstallazione che dà il nome alla mostra. Si tratta di tre video che mostrano diversi spazi di una città, in questo caso Santiago de Compostela. In essa si concentra su edifici rappresentativi riprendendo la Città della Cultura del architetto Peter Eisenman e altri luoghi d’ uso stagionale come quelli di vacanza. Per maggiori informazioni  http://www.caac.es/programa/foga11/frame.htm

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appartamenti a Siviglia sta aspettando che ti decida a passare qualche giorno di riposo e benessere in questa città aperta alla cultura ed alla diversità. Quindi vieni e vista questa meravigliosa mostra.

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La Valchiria al Teatro della Maestranza di Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Tuesday 8 November 2011 9:35 am

Il  teatro della Maestranza di Siviglia, vicino all’omonima piazza dei tori, è punto di riferimento operistico per il sud della Spagna e, se mi è concesso, anche per questa parte d’Europa. Nonostante durante la stagione non vengano rappresentati più di cinque o sei titoli, le produzioni sono di tale qualità da raggiungere la magnificenza. Su questa linea si inserisce l’ambizioso progetto, iniziato la scorsa stagione, che porterà in scena la triologia L’anello del Nibelungo di Richard Wagner (1813-1883). Chi vuole approfittare della serie completa sappia che si è già perso L’oro del Reno, ma che ancora non sono esauriti gli ingressi gratuiti (si, gli abbonamenti tanto richiesti) per La Valchiria, seconda parte di questa colossale triologia. Dove già l’abbiamo detto: il Teatro della Maestranza di Siviglia. Le date sono tra l’11 ed il 20  di novembre del 2011. Attenzione perché vi saranno solo quattro rappresentazioni.

valchiria siviglia

La Valquiria, a detta di tutti i critici, è l’apoteosi del dramma romantico. Nell’opera si mescolano storie fantastiche di divinità mitologiche con  alcuni  dei temi soggiacenti alla fine del XIX secolo, quando la teoria del  subcosciente freudiano iniziava a prendere forma. La trama si sviluppa intorno a passionali e  incestuosi amori tra fratelli, tra padri e figlie e  tra dei ed esseri umani. Mentre le divinità si divertono ad incarnarsi in esseri umani, le forze cosmiche aiutano gli eroi a recuperare identità,  forza e valore. Ma ne La Valchiria non vi sono solo scontri e  scaramucce amorose, anche la morte, come si confà ad un’opera drammatica, va perseguitando i protagonisti che soccombono uno dopo l’altro dinnanzi alle Parche (o Moire), mai senza prima aver proclamato ai quattro venti la forza invincibile del loro amore. Il dramma, ambientato in un’epoca indefinita nella quale i boschi e le creature della natura si elevano ad autentici protagonisti, rappresenta un culmine operistico che cedette poi il passo alle  trame più mondane di Verdi e Puccini agli inizi del XX secolo.

La grandiosità de L’anello del Nibelungo, triologia di cui fa parte La Valchiria, si spiega anche grazie al generoso contributo del re  Luigi II di Baviera, mecenate che fece tutto il possibile (pagando i debiti di Wagner,  invitandolo  presso la sua corte a Monaco ed offrendogli tutti i mezzi a sua disposizione) affinché il compositore non dovesse  preoccuparsi  che di creare un’opera complessa quanto a personaggi, trama e messa in scena. Questo appoggio totale si manifestò incluso nella costruzione di una grotta speciale nei sotteranei del Castello di Linderhof, in Baviera, per le scenografie  del Tannhäuser. Senza nulla togliere alle rappresentazioni ospitate in questa affascinante ambientazione teatrale, quella della Maestranza si annuncia spettacolare.Lascio qui il link dell’evento http://www.teatrodelamaestranza.es/secciones/prog/prog_ficha.php?id=488 dove  il melomane attento potrà incontrare tutte le informazioni di carattere pratico.

 

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Se non vivi nella capitale sivigliana e vuoi assistere a questa rappresentazione operistica, o ad altre in programmazione, puoi riservare uno dei bei appartamenti a Siviglia Il Teatro della Maestranza si trova a quattro passi dalla Torre dell’Oro e giusto di fronte al fiume Guadalquivir e a via Betis.

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Festival del Cinema Europeo a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Thursday 3 November 2011 9:07 am

Il cinema europeo, comparato con le grandi produzioni di Hollywood, si è sempre distinto per un taglio intimo e soggettivo, interessato al sociale. Questo non significa assolutamente che in Europa non si siano mai prodotti film commerciali indirizzati a un pubblico interessato più al divertimento che alla cultura. Il problema risiede però nel fatto di come viene affrontato il cinema ultimamente. Il Festival di Cinema Europeo a Siviglia, serve a dare un panorama sulle ultime produzioni, sui nuovi registi, produttori, attori e attrici, e vedere da vicino come funziona il mercato cinematografico in questa parte del mondo.

festival <b>cinema</b> <b>europeo</b> siviglia

Innanzitutto bisogna considerare che, come tante altre istituzioni culturali, sono moltissimi  gli spazi che si dedicano alla produzione e vi sono molti festival di cinema. La crisi economica, dunque, non colpisce la cultura. Da dove arrivano i fondi per finanziare questi eventi? In realtà molte di queste organizzazioni riescono ad autofinanziarsi o ad essere patrocinate da enti locali. Il Festival di Cinema Europeo a Siviglia è organizzato da l’Instituto de Cultura y las Artes de Sevilla e dall’Andalucía Film Comission.

I festival di cinema costituiscono un grande potenziale turistico per ogni regione. Per questo vengono investite ingenti somme di denaro, come a Sitges o Barcellona. Forse è un buon momento per ripensare su cosa sia veramente un’offerta culturale adeguata e in che misura è un’offerta democratica a cui tutti possono accedere. La sfilata di personaggi che partecipano a  questi eventi, non è altro che l’interesse dell’istituzione che organizza il tutto per dare prestigio all’evento. Più che il contenuto interessa l’impatto mediatico dei personaggi famosi

Siviglia è una città affascinante e uno dei migliori luoghi per questo festival. Se sei un appassionato di cinema, lascia tutto e vieni a visitare il festival che promette bene. Promette un panorama completo sul cinema attuale. Inoltre quest’anno il Festival Europeo di Siviglia ospiterà una sezione dedicata al cinema russo. In qualche modo il cinema russo continua a riscuotere enorme successo in Europa e nel mondo. Allo stesso modo, l’esposizione di cinema russo può attirare più spettatori al Festival Europeo di Siviglia 2011. I giorni sono dal 4 all’11 novembre. Per maggiori informazioni clicca su questo link: http://www.festivaldesevilla.com/

 

 

 

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Festival del Cinema di Siviglia 2011

Posted by sevilleblogger | siviglia | Wednesday 2 November 2011 9:18 am

Quello della capitale andalusa è uno dei festival del cinema più giovani tra quelli proliferati in Europa negli ultimi tempi. Pur non avendo ancora raggiunto la maggiore età (quest’anno celebra la sua ottava edizione), offre una programmazione e una comunicazione di qualità,  e questo nonostante i continui tagli di fondi. Iniziamo col dire che il Festival del Cinema Europeo di Siviglia (SEFF’2011) si tiene nella sede del Casinò dell’Esposizone. Pochi sanno che a questa struttura  si accede  attraverso la terrazza semicircolare annessa al teatro Lope de Vega, di fronte alla Fabbrica di Tabacco, ora Facoltà di Filologia. Lo diciamo affinché il viaggiatore , così come il locale distratto, non si perdano cercando l’ingresso.  I tagli hanno influito anche sulla durata del festival: le dodici giornate abituali sono diventate  otto, e andranno dal 4 all’11 di novembre. Le varie pellicole in concorso verranno proiettate  mattino, pomeriggio e sera (come si conviene ad un festival). Questa edizione è dedicata al nuovo cinema russo, sezione nella quale competono venticinque titoli tra largometraggi, corti e documentari.Sono sedici i film in concorso nella sezione ufficiale di SEFF’2011.

festival cine sevilla

Ad inaugurare l’evento sarà il film Los muertos no se tocan, nene di José Luis García Sánchez ,mentre a chiudere sarà  Shame, del regista inglese  Steve Mcqueen. Tra queste due verranno proiettate produzioni di Belgio, Francia, Russia, Norvegia e Grecia. Eurimages  (lavori inediti prodotti garzie al supporto degli omonimi fondi della Comunità Europea) aprirà con il film Petrucciani dell’inglese Michael Raford, nato in India nel ’46 e autore di film  acclamati come Il mercante di Venezia e Il postino.

Come sempre accade  in questo genere d’eventi ci sarà da stare con il fiato sospeso per i protagonisti che sfileranno sul tappeto rosso,  tra cui vi saranno certamente  alcuni dei nomi più importanti  della scena cinematografica mondiale. Tra i più attesi vi è il regista russo Nikita Mijalkov (Mosca, 1945) o  Milkhalkov, a seconda della grafia utilizzata, che partecipa con ben due titoli: Elena e Heart’s Boomerang. Mijalkov presenterà anche un ciclo sul cinema della sua terra e sarà inoltre sicuramente insignito del premio alla carriera. Quello che ancora non sappiamo è se si porterà a casa anche  il Giraldillo d’oro  grazie ad una delle sue pellicole in concorso. Per questo dovremo aspettare il galà di premiazione  che si terrà il prossimo 10 novembre.

Gli abbonamenti e gli eventi collaterali sono decisamente attraenti tanto per i cinefili attenti quanto per gli studenti dell’università di Siviglia  dal momento che i promotori hanno organizzato un seminario (dal titolo “la letteratura di Valle-Inclán nel cinema di García Sánchez”)  che vale due crediti per il corso di studi della Hispalense. Volendo essere un ponte culturale tra Europa ed Africa del Nord questo incontro  merita certamente l’attenzione del cinefilo d’hoc.  Questo  il link del sito ufficiale http://www.festivaldesevilla.com/ dove si possono trovare tutte le informazioni su entrate, abbonamenti e programmazione.

 

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Ricorda che se vivi fuori della capitale sivigliana puoi fare online le prenotazioni tanto per le entrate quanto per gli appartamenti a Siviglia dove potrai riposare dopo tanti film. Noi ti aspettiamo qui con questo suggestivo festival.

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Guadalkibear Siviglia 2011

Posted by sevilleblogger | siviglia | Tuesday 25 October 2011 7:47 am

La bellezza di essere Bear…Cosa vuol dire essere Bear? Molto semplice: essere gay e non essere inquadrati nei “tipici” standard che ha anche la comunità gay per quanto riguarda la bellezza fisica, l’immagine e l’attitudine. E chiaramente, la comunità LGBT in generale è la più aperta, di mentalità elastica e sempre disposta a rischiare, tanto esteticamente, quanto a livello morale, d’attitudine, musicale e culturale. I Bears sono ormai una comunità molto vasta, sparsa per tutto il globo.

guadalkibear

Ed è importante che la comunità Bear dia uno spazio per riunirsi e ritrovarsi a tutti quelli che sono un po’ sovrappeso, che non hanno voglia di farsi una ceretta o che hanno pochi capelli in testa. Le caratteristiche base per essere un Bear sono proprio queste, unite ad un carattere animato, sorridente e contento di celebrare i propri corpi. Non basta altro per avere l’attitudine giusta, per non aver paura di sè stessi e per celebrare l’amore per il corpo e per la vita.

E se noi decidessimo di prendere una posizione sul tema del corpo che vada aldilà dell’estetica con la quale veniamo bombardati tutto il tempo, dovremmo comunque tener presente che il corpo va comunque celebrato in qualche maniera. E questo va molto aldilà di qualunque presa di posizione edonista, perchè il corpo è il nostro unico bagaglio durante tutto il tempo che dedichiamo al vivere, e dobbiamo godercelo e utilizzarlo sempre. La libertà che esiste nella comunità LGBT e l’importanza politica che viene data al corpo, lo rende un’arma rivoluzionaria e uno spazio per la sperimentazione e cambiamento all’interno della comune organizzazione borghese nella quale viviamo. Certamente, il corpo non sfugge alla macchina capitalista, e per questo veniamo continuamente bombardati da consigli e modi di elevare il nostro corpo. Forse è il caso di porre particolare attenzione a tutto questo. La comunità eterosessuale non si cura dei meccanismo che esistono dietro la pubblicità, la televisione, la musica, la cultura, nelle quali sia il genere maschile che quello femminile sono posti come standard o pilastri della cultura occidentale o orientale. Senza dubbio, il corpo e la sessualità sono in cima alla lista di questi limiti.

Se siete Bear, o simpatizzate per questi uomini belli, pelosi e in carne, non mancate di assistere al GuadalkiBear Siviglia 2011. Sarà un incontro internazionale durante il quale potrete godere della compagnia di altri Bears come te, e conoscere gente giusta. Tra gli eventi preparati per il festival Bear, ci saranno passeggiate per la splendida città di Siviglia, così come gite in barca, sessioni in diversi bar gay friendly, così come molta festa a tutto volume, per ballare e dare il meglio di sè sulla pista da ballo. Per maggiori informazioni, visitare il seguente sito: http://www.guadalkibear.com/

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Non dimenticatevi di affittare appartamenti a Siviglia ed essere parte di questa celebrazione Bear. L’universo Bear è per te, e tutto nella città di Siviglia. Più di un mistero ed un’avventura ti aspettano.

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Warhol e i graffiti a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Thursday 20 October 2011 8:10 am

La tragica morte di Andy Warhol, a causa di una deplorevole negligenza medica, è un fatto quasi surreale. Lui che in un certo modo era già morto; lui che era riuscito a scampare miracolosamente ai colpi di pistola di Valerie Solanas vent’anni prima (l’unica cosa positiva del tentato omicidio fu che riuscì a far uscire Billy Name dalla sua leggendaria reclusione volontaria nella camera oscura di The Factory, dove da mesi si era rinchiuso); lui che era riuscito a burlarsi della data in cui era stato pensato finissero i suoi giorni e ciò aveva confermato il suo ruolo di mito contemporaneo. Lui, che era passato attraverso tutte queste insidie, è finito per morire solo, per un’incuranza, in una stanza asettica in un ospedale newyorchese lontano da qualsiasi sensazione di minaccia, nel peggiore dei momenti (anche se i migliori e i peggiori momenti si riescono a stabilire dopo molto tempo, quando è già tutto successo e la nostra esistenza si riduce a una manciata di storie su di noi) come Lennon, Marley, Harrison e la stessa Nico (morta per un’emorragia cerebrale provocata da una caduta in bicicletta a Ibiza).

warhol graffities sevillanos

Probabilmente sarà dovuto al fatto che le Moire hanno avuto difficoltà a battersi contro personaggi così grandi; quindi la loro vita è dipesa da uno stupido incidente, una negligenza o un colpo codardo assestato quasi senza volerlo da un pusillanime qualunque, nel peggior momento della vita. Un brutto momento: sì, è un brutto momento morire in quello che ci sembra essere un periodo felice e produttivo, appassionati e speranzosi per nuovi progetti e la vita davanti, quando calmate le acque e passato il nostro Capo Horn, non sembra minimamente possibile che la negligenza di un infermiere razzista o omofobo, o forse semplicemente stanco, o depresso o per qualsiasi altra ragione poco presente quel giorno, cancelli per sempre la nostra traccia nel mondo. L’unico fatto positivo, come detto prima, è stata l’uscita dalla camera oscura di Billy Name e la riunione, dopo anni di silenzi, tra John Cale e Lou Reed e la nascita di Songs for Drelia (1990), lo splendido disco in omaggio a Warhol. In una delle canzoni dell’album, Trouble with classicist, sentiamo la voce di Warhol che esprime la sua ammirazione sincera verso gli adolescenti che scrivono sui treni e sui muri della città con le bombolette spray.

Forse questa ammirazione derivava dal suo infallibile istinto per l’avanguardia unito al suo lato classico (la sua educazione artistica era impeccabile): in tutte le città del mondo da migliaia di anni, si è sempre praticata, in un modo o nell’altro l’arte dei graffiti, che molto probabilmente risulta essere il vero riflesso della vita di una città.

 

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La recente pubblicazione del libro Los nombres esenciales del arte urbano y el graffiti español è un invito aperto a ripercorrere le città in cerca di queste forme di arte urbana. Affitta uno degli appartamenti a Siviglia e prova a ripercorrere curso del Guadalquivir accettando la sfida.

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Lara Almarcegui a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Thursday 13 October 2011 8:21 am

Il 27 ottobre, il Centro Andaluso di Arte Contemporanea di Siviglia inaugura l’esposizione Margen y Ciudad (Margine e Città) dell’artista spagnola Lara Almarcegui. L’artista possiede un incredibile lavoro sulle città e sugli spazi abbandonati, che danno luce al processo di dimenticanza che è intrinseco ai luoghi che giacciono ai margini della città, ormai quasi in rovina.

lara <b>almarcegui</b> siviglia

Lara Almarcegui nacque a Saragosa, nel 1972. Si laureò in Belle Arti nell’Università di Cuenca e succesivamente nella Facoltà delle Belle Arti dell’Università di Lisbona. Negli anni 90 fu invitata da Werner Buttner alla Facoltà d’Arte di Amburgo, e successivamente fece da assistente alla Scuola di Belle Arti a Nantes, in Francia. Ottenne inoltre una nuova laurea al De Ateliers 63 ad Amsterdam.

Il suo lavoro di installazioni e interventi, conosciuto come Demolizioni, Autocostruzioni e Radure, l’hanno resa un punto di riferimento negli studi relativi all’arte e all’urbanismo, perchè va a toccare un aspetto rilevante dello sviluppo delle città, che sono gli spazi abbandonati. Lei cerca quei luoghi che sono ormai ridotti in rovina e li ristruttura, li riorganizza per dargli visibilità.

Nella sua opera Installazione e Autocostruzione ad Amsterdam, realizzata nel 2004, centra la sua attenzione sull’autocostruzione con elementi recuperati, ed è organizzata con 26 fotografie di 20×30 cm, e fogli con testi scritti di 10×15 cm, esposti sopra a dei tavoli. Con questi interventi, Almarcegui cerca di sensibilizzare la comunità affinchè riconosca i suoi spazi e li recuperi, perchè questi spazi dimenticati sono parte della memoria collettiva della città.

Lo stesso progetto venne realizzato nella città francese di Saint Nazaire. Lì utilizzò nella sua installazione elementi recuperati dai cantieri della città, richiamando in questo modo l’attenzione degli abitanti sugli oggetti stessi, che parlavano del contesto sociale in cui erano stati creati, ma sopratutto sui momenti nei quali erano stati oggetti utili, e la vita della città in quei particolari momenti.

La sua opera concettuale è una ricerca intensa della memorizzazione, dell’incontro degli abitanti con il proprio passato e le circostanze dimenticate con il passare del tempo, oltre che i modelli di costruzione della città, dove molti edifici vengono abbandonati, come le fabbriche che dominarono durante il periodo del capitalismo industriale occupando una grande area di suolo pubblico, e che oggi sono in disuso, così come lo sono le case che erano abitate dagli operai che vi lavoravano.

Il territorio utilizzato da Almarcegui è la città. E’ in essa che lavora dissezionando il territorio su cui agire, non interessandole affatto le mete turistiche, nè i locali occupati, ma soltanto gli spazi che sono stati riutilizzati diverse volte dalla gente, senza sapere la precedente destinazione d’uso, o l’utilità che il luogo aveva prima di essere abbandonato. Potrebbe essere una linea ferroviaria abbandonata, un arsenale, un edificio disabitato, o semplicemente una casa in cui abitò una famiglia moderna.

Per maggiori informazioni: http://www.juntadeandalucia.es/cultura/caac/programa/alma11/frame.htm

 

 

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Una grande opera, che ci collega con la città e la memoria collettiva, è Margine e Città, che sarà aperta fino al 4 marzo del 2012. In questo modo non potrete perdervela se verrete a godervi Siviglia in uno degli appartamenti a Siviglia di questa splendida città, gustandovi i suoi panorami autunnali e invernali.

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Isidoro da Siviglia e le Etimologie

Posted by sevilleblogger | siviglia | Friday 7 October 2011 8:43 am

Il narratore del famoso e premiato romanzo di Javier Marías Tutte le anime (1989), personaggio che riapparirà molti anni dopo nuovamente come narratore, questa volta nella trilogia Il tuo volto domani, svicola dalle scomode domande dei suoi studenti di Oxford durante i due decisivi e inquieti anni passati lì come professore, inventando a braccio favolose etimologie per diverse parole spagnole, sperando che nessuno si prenda la briga, che sarebbe del resto nella maggior parte dei casi piuttosto inutile, di verificare in un dizionario specializzato quanto tali risposte abbiano a che fare con la realtà.

isidoro <b>siviglia</b> etimologie

Che qualcuno lo abbia fatto, che forse qualcuno lo faccia, o che come risultato di un’erudizione previa si conosca di antemano la loro appartenenza al campo della pura invenzione, in fondo faceva poca differenza, visto che probabilmente sarebbero ricorsi al meraviglioso, in tutti i sensi della parola, Tesoro della lingua castigliana o spagnola di Sebastián de Covarrubias, magnifica opera pubblicata ora esattamente quattro secoli fa, in cui le etimologie offerte sono spesso frutto dell’immaginazione come quelle del personaggio di Marias, che alla fine arriva alla conclusione che ¨le etimologie dementi non erano molto più sconclusionate né meno verosimili di quelle vere… E che in ogni caso, come aveva indicato lo Squartatore, questo tipo di conoscenze ornamentali durano pochi minuti, sia che siano false, autentiche o vere a metà. A volte il vero sapere risulta indifferente, e quindi può essere inventato¨.

In realtà l’elemento meno interessante dell’affascinante libro di Covarrubias è forse il suo grado di aprossimazione a ciò che oggi consideriamo come verità scientifica, ed il più interessante è la sua esplorazione dell’interiorità cavernosa delle parole per trovare in essa correnti segrete d’acqua dove scorrono una serie di storie straordinarie su noi stessi, il nostro mondo e le nostre ¨proprie caverne interiori –così un incubo è un ¨umore malinconico che opprime il cuore con qualche sogno orribile, come se portassimo un peso oscuro o cadessimo tra le corna di un toro¨.

Le parole ordinano il mondo attraverso le storie che raccontano, e la Storia come il sapere in fondo non è altro che uno di questi racconti. L’importante in questo caso è la base su cui costruiamo il racconto. Sivilgia è una delle città con più storia d’Europa, e questo antico pozzo fu esattamente ciò che permise al vescovo Isidoro (570-636) di fondare in essa le basi di una storiografia peninsulare dalle non poche pericolose conseguenze per  il futuro, che univa il destino della Spagna alla monarchia visigota, e di comporre lì le sue Etimologie, testo importante in Europa per secoli, spesso fantasioso e affabulatore come il libro di Covarrubias o come le invenzioni del personaggio di Marias, che in venti volumi poneva le basi della conoscenza dell’Antichità, convenientemente riassunte al servizio della ¨scienza¨cristiana.

 

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Non per niente secondo Isidoro la Storia cadeva nel piano della Grammatica, e come tale doveva essere trattata, lontano dalle pretese di investigazione di Erodoto ad esempio, come un genere letterario. Sarebbe difficile trattare in un modo diverso la città in cui fu vescovo per tanti anni, come potrai vedere tu stesso quando affitterai appartamenti a Siviglia

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Il quartiere di San Gil a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Wednesday 5 October 2011 8:35 am

Attraversando l’antica muraglia almohada, attraverso l’arco della Macarena, entriamo in uno dei quartieri più popolari di Siviglia, San Gil.

barrio <b>san</b> gil sevilla

Il cuore di questo quartiere risiede nella Plaza San Gil, anticamente presidiata dalla parrocchia che portava lo stesso nome, e di cui ora conserva soltanto un frontespizio gotico. Negli anni 40, la Hermandad de Nuestra Señora de la Esperanza (Confraternita di Nostra Signora della Speranza) si trasferì nella suddetta chiesa, costruendo la Basilica della Macarena, di stile neobarocco classico, che occupa la parte nord della piazza.

A causa di questi eventi, si diffuse l’idea che il quartiere di chiamasse “della Macarena”. Però, San Gil appartiene al distretto casco antico, dentro il perimentro protetto dalle mura della città di Siviglia. La Macarena, uno dei sobborghi storici della città, è situato fuori dalle mura. Il limite tra le due zone lo stabilisce la Calle Resolana e la Calle Parlamento de Andalucia. Così, alla vergine venne dato il nominativo “Macarena” dal nome del quartiere, e non viceversa, anche se l’origine del nome è probabilmente romano.

Cambiamo zona, recandoci nella piazza dove sorge, al numero civico 3, il Palazzo dei Pumarejo, dal quale la piazza prende il nome, e che fu la residenza del conte don Pedro Pumarejo, cavaliere del Ventiquattresimo Capitolo di Siviglia

Questa casa-palazzo del XVIII secolo si trasformò nel collegio di Niños Toribios nel XIX secolo. Finalmente si convertì in casa abitabile nel 1883. La pianta alta venne ristrutturata per albergare piccoli appartamenti, e al pianterreno si stabilirono negozi ed esericizi commerciali. Dichiarato Bene di Interesse Culturale nel 2003, rappresenta uno degli esempi della lotta locale, affinchè questi spazi così singolari non vadano perduti, ma utilizzati nel sociale.

Percorrendo la Calle San Luis giungiamo alla Chiesa di Santa Marina, costruita dopo la conquista castigliana della Ishbiliya (Siviglia) nel XIII secolo, e rappresenta uno dei templi più antichi della città, nonchè una splendida raccolta del gotico burgalese e del mudejar bassoandaluso, ispirato sia alla spiritualità cristiana che alla misticità musulmana.

Infine, proseguendo sulla stessa trada, al numero 27, troviamo la Chiesa di San Luis dei Francesi, uno dei templi ispanici più sontuosi. In stile barocco, i suoi lavori vennero inaugurati il 1699 ad opera di Leonardo de Figueroa, ed in origine serviva da chiesa per l’antico noviziato dei gesuiti.

Eterogeneo architettonicamente e di indiscussa identità sociale, grazie al modus vivendi dei suoi abitanti, è uno dei quartieri con più forza popolare, simbolica e immaginaria della città. Questo è il quartiere di San Gil

 

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Se cercate appartamenti a Siviglia prendetene uno nel carismatico quartiere di San Gil, situato nella parte storica della città.

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