Donne Astronome
Diversamente da quello che si potrebbe pensare l’astronomia è una scienza antichissima. L’essere umano fin dalle sue origini ha mostrato interesse per lo studio degli astri e non dimentichiamo che nemmeno tanto tempo fa, prima del gps, per orientarsi si utilizzavano proprio le stelle. Chissà se al giorno d’oggi con tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione, alza ancora gli occhi al cielo per sapere dov’è il nord?

Sia nelle enciclopedie cartacee che nelle enciclopedie on-line, leggendo una breve storia dell’astronomia, l’apporto delle donne a questa scienza viene raramente menzionato. Tutti conoscono i nomi di Copernico, Kepler, Galileo, Newton..Potrebbe sembrare che le donne non si interessarono per niente all’astronomia, ma in verità è tutto il contrario. Già nel secolo IV Ipatia di Alessandria, della quale si è tornati a parlare recentemente nell’ultimo film di Alejandro Amenábar, contribuì allo sviluppo di questa scienza, oltre a dedicarsi all’algebra e alla geometria. Migliorò inoltre gli antichi astrolabi. L’astrolabio era uno strumento che serviva a determinare dove erano posizionate le stelle.
Nel corso della storia molte donne si avvicinarono all’astronomia collaborando con i loro mariti e familiari. In Germania, per esempio, questa pratica fu comune nei secoli XVII e XVIII. Una figura importante dell’astronomia tedesca di quest’epoca fu Maria Cunitz (1610-1664), che attraverso la sua opera Urania Propicia cercò di avicinare i giovani alle teorie astronomiche di Kepler. Per quanto riguarda il secolo XVIII, va evidenziato il ruolo di Carolina Herschel, tedesca, ma nazionalizzata britannica, che scoprì e catalogò otto comete e tre nebulose. Herschel e un’altra astronoma, Mary Sommerville (1782-1872) furono le prime donne ad entrare nella Royal Astronomical Society nel 1835.
L’elenco potrebbe proseguire con molte altre figure rilevanti: Henrietta S. Leavitt (1868-1921), Willimina Fleming (1857-1911), Mariel Mitchel (1818-1889), Cecilia Helena Payne (1900-1979), Margaret Burbidge (1919-),Vera Rubin (1928-) ecc. Uno dei personaggi dell’astronomia moderna è la scozzese Jocelyn Bell Burnell (1943) che si formò a Cambridge e che tra gli anni 2001 e 2004 fu presidente della Royal Astronomical Society. Tra le astrofisiche possiamo menzionare il lavoro di divulgazione dell’italiana Margherita Hack.
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Già nel secolo IV Ipatia di Alessandria, della quale si è tornati a parlare recentemente nell’ultimo film di Alejandro Amenábar, contribuì allo sviluppo di questa scienza, oltre a dedicarsi all’algebra e alla geometria. Migliorò inoltre gli an…