Il Flamenco di El Barrio a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Thursday 2 February 2012 9:53 am

El Barrio riempirà il Palazzo dello Sport San Pablo di Siviglia delle sonorità del flamenco fusion, durante i giorni 3 e 4 febbraio.

El Barrio è il nome della band capitanata da José Luis Figuereo, meglio conosciuto come Selu. Il nome della formazione è un omaggio al quartiere natale dell’artista, il Barrio de Santa Maria, conosciuto per essere il quartiere di Cadice in cui il flamenco è più praticato, detto in breve, appunto, El Barrio. Non deve stupire il fatto che la gente di Cadice sia sempre così piena di vita, basta guardare il mare e la luce dai quali sono circondati tutto l’anno.

flamenco barrio siviglia

José Luis Figuereo è un poeta e musicista dotato di grande fascino, che si è costruito la sua carriera passo dopo passo. Non produce musica commerciale dai testi facili, le sue canzoni non sono trasmesse in continuazione nei canali radio, non ha nessun appoggio mediatico e promuove a malapena i suoi dischi. E’ il semplice passaparola la chiave del suo successo, che gli permette di vendere migliaia di dischi e di riempire gli stadi durante i suoi concerti.

Il sombrero è il suo segno distintivo. Quando lo indossa, cessa di essere José Luis Figuereo, e diventa El Barrio.

Le sue influenze sono il flamenco puro di Manolo Caracol, Camarón, Paco de Lucía e Enrique Morente, oltre al rock andaluso di oltre 20 anni fa di artisti quali Medina Azahara, Alameda y Triana. Il suo stile musicale è etichettato come flamenco fusion, ma nei suoi dischi non mancano pezzi di Bulería, Tango e Alegrías.

Tutti i suoi dischi sono arrangiati e composti da lui stesso. Nel 1996 pubblica il disco “Yo sueno flamenco”. A quei tempi suonava soltanto la chitarra. L’album riscuote un discreto successo, e lo porta ad esibirsi in molti concerti. Nel 1998 esce “Mi secreto”, accolto ancora più positivamente. Negli anni seguenti incide “Mal de amores” (1999) e “La fuente del deseo” (2000). Il fenomeno El Barrio continua a crescere. Con “Me voy al mundo” (2002) vince il suo primo disco d’oro. Nel 2003 pubblica il suo sesto album “Angel malherido”. I concerti si moltiplicano in tutta la Spagna. In alcuni casi, addirittura, un concerto in una città si è prolungato per due o tre giorni, a causa della grande quantità di biglietti venduti. Nel 2005 esce “Las playas de invierno”, e nel 2006 il best of “Toda una decada”. I successivi dischi sono “La voz de mi silencio” (2007), “Duermevela” (2009), “Al sur de la Atlantida” (2010) e “Espejos” (2011).

I dischi sono tutti eccezionali, ma per godersi appieno questo artista occorre assistere ad un suo spettacolo dal vivo, nel quale lui e i musicisti che lo accompagnano fin dal primo disco danno sempre il massimo.

I fan di El Barrio sono conosciuti sotto il nome di Los Barrieros, e per loro il cantante rappresenta quasi un’icona religiosa. I concerti di El Barrio cominciano circa tre ore prima dell’orario stabilito, quando i fan che sono in coda cantano, ballano e inneggiano al cantante al grido di “Arriba el Selu y olé el Barrio”. Los Barrieros, durante i concerti, saltano, cantano, ballano, esultano e piangono quando il Selu canta la loro canzone preferita. I testi stessi delle canzoni sono vere poesie. Un esempio è questo passaggio, pensato e scritto dallo stesso Selu, come ogni suo componimento: “La voz de mi silencio es el llanto del alma” (La voce del mio silenzio è il pianto dell’anima).

Per maggiori informazioni sui biglietti dello spettacolo visitate il sito www.cantautorelbarrio.com

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Il flamenco si vive e si respira in tutte le strade di Siviglia. Per godere comodamente di questo concerto, potete affittare uno degli appartamenti a Siviglia

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Los Ulen, a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Monday 30 January 2012 9:18 am

Ci tocca ridere! E’ ora di godere di una buona opera comica che ci faccia smascellare dalle risate. Almeno questo è quello che ci aspettiamo quando andiamo a vedere i pagliacci, ma sono tutti uguali i pagliacci? Il Teatro Lopez de Vega di Siviglia accoglierà i primi giorni di febbraio l’opera “Uvi – Zona 0” dei Los Ulen, una compagnia teatrale molto speciale.

ulen siviglia

Los Ulen iniziò come gruppo teatrale nel 1987, fondato da Friedhelm Grube, anche detto Ulen Spigel. Il teatro dei clowns è sempre stato alla base delle opere dei Los Ulen, ma nel corso della loro carriera i copioni si sono evoluti e l’uomorismo ha ceduto il passo ad un’amalgama di emozioni e riflessioni sulla vita. La morte del suo fondatore inoltre ha segnato un prima e un dopo nell’orientamento della compagnia, che da allora è formata da tre componenti. Stando a quanto affermano loro stessi la loro evoluzione tanto artistica quanto personale li ha portati su strade complesse e a volte rischiose.

Anche se non avevi mai sentito parlare dei Los Ulen sicuramente non tutti i suoi membri ti sono tolamente sconosciuti. Paco Tous guadagnò molta notorietà sul piccolo schermo interpretando il commissario Paco Miranda Ramos, nella famosa serie comico-poliziesca di Antenna 3. Gli altri due membri del gruppo sono il regista Pepe Quero e Maite Sandoval.

In che situazione potrebbero convivere nella stessa stanza un operaio immigrato, un capo di Marbella e un’amministrativa specializzata in corruzione? Bene, la cosa è molto semplice, o molto ricercata a seconda di come la si voglia vedere, dal momento che la stanza  è la sala  UVI (Unità di Vigilanza Intensiva) di un ospedale e che questi tre personaggi sono dei pazienti gravemente incidentati.  L’immigrante è  caduto da un’impalcatura e si è rotto un braccio, la donna ha ricevuto niente meno che 18 coltellate dal suo compagno e “il capo” è appena stato colpito da un attacco cardiaco.

Attraverso questi tre soggetti si parla di alcuni temi d’attualità importanti come l’immigrazione sulla coste spagnole, l’intollerabile violenza di genere che vive la Spagna e l’aumento e l’impunità della corruzione in molti luoghi.

Los Ulen utilizzano la realtà più cruda per fare humor e satira. La prossimità della morte unisce questi tre personaggi tanto diversi e  permette loro di parlare, senza riserve  nè peli sulla lingua, della vita e di tutti questi temi.

L’opera andrà in scena dal 1 al 5 febbraio alle 20.30  e la domenica alle 19.30. Gli ingressi sono già in vendita. Se non hai mai visto Los Ulen approfitta di quest’occasione per godere della miglior ironia andalusa.

Fernando Paterna

Il Teatro Lope de Vega di Siviglia ti aspetta per passare un pomeriggio interessante, tra risate e riflessioni. Se stai pensando di fare un viaggio ti può interessare sapere che l’affitto di appartamenti a Siviglia è di moda, visto che è un’opzione economica e un’eccellente alternativa ad hotels e pensioni.

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Tapas a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Thursday 26 January 2012 9:35 am

La polemica è antica, anche se ultimamente sembrerebbe accettata l’etimologia che fa derivare il termine dall’antica usanza radicata nelle taverne spagnole di “tappare” i bicchieri di vino con qualcosa da mangiare. Sia come sia, le famose tapas non sono solo un segno d’identità della gastronomia spagnola in tutto il mondo ma anche, stando alle parole di Ferrán Adriá, grande promotore e divulgatore contemporaneo del concetto e recentemente impegnato a rivoluzionare il fenomeno, come prova l’apertura del suo ristorante Tikets a Barcellona da circa un anno, il futuro stesso del cibo.

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Si tratta certamente di  un modo estremamente sociale di alimentarsi e che sembra dar ragione ad Epicuro quando affermava che non ci sono grandi differenze tra una persona che mangia in solitudine e un lupo affamato. Secondo il filosofo del Giardino infatti è più importante scegliere con chi si mangia del cosa si mangia. Anche se scarseggiano argomenti per attribuire a una comunità autonoma spagnola in particolare la materinità della pratica delle tapas, la cosa sicura è che nella sua edizione del 1956 il Dizionario della Real Academia Española , che aveva definito la tapa per la prima volta come manifestazione culinaria 17 anni prima, decise che la parola era di origine andalusa.

Anche se questo criterio fu debitamente corretto in edizioni posteriori al 1970  sono ancora molti gli andalusi che considerano il loro territorio come una vera terra santa del Tapeo. E tra loro non mancano i sevigliani, che considerano la loro bellissima ed incantata città come la Mecca stessa.

Senza condividere queste pretese egemoniche è difficile mettere in discussione che la qualità delle tapas di Siviglia è autenticamente memorabile,  cosa di cui danno prova posti come il bar Eslava (Eslava,3) e il suo mix culinario fatto di tradizione ed avanguardia, che si manifesta in tapas come le costine al miele.

Non è da meno El Rinconcillo (Gerona, 42) che con più di 300 anni di storia è la taverna più antica di Siviglia e probabilmente di tendenze più essenziali. Qui, forse per evitare che ci distragga dalla sua stupenda cucina, il canto è assolutamente proibito. Nella stessa orbita tradizionalista  e fedele alle ricette della zona c’è il Las Piletas (Marques de Paradas, 28), che si caratterizza per le sue famose tertulias e l’ambiente genuinamente taurino. E addentrandoci in Triana, il quartiere che rappresenta la quintessenza del sevigliano a tal punto che gli abitanti non si considerano di Siviglia, locali imprescindibili risultano essere tanto il Bar Casa Ruperto (angolo tra Santa Cecilia e San Jacinto), insignito del premio Garbanzo de Plata (Cecio d’Argento) della prestigiosissima Società Gastronomica di New York per mantenere accesa la fiamma delle tradizioni gastronomiche della città, quanto La Primera del Puente (Betis, 66), che condivide con il precedente un eccellente rapporto qualità-prezzo e dispone di una  terrazza vicina al fiume con una favolosa vista sulla Torre del Oro.

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In ognuno di questi locali potrà godere dell’eccellenza e della bontà delle tapas andaluse, al di là di qualsiasi assurda gerarchia, se ha l’incredibile fortuna di essere in uno degli appartamenti a Siviglia

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Teatro: Stato d’assedio a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Tuesday 24 January 2012 9:27 am

In coincidenza con le celebrazioni del secondo centenario della promulgazione della Costituzione di Cadice del 1812, il Teatro Central di Siviglia propone una nuova versione di “Stato d’assedio” (1948, opera del Nobel francese Albert Camus (1913-1960). Rimarrà in programmazione a La Cartuja dal 24 gennaio al 5 febbraio. Qui l’indirizzo della rivista online attraverso la quale è possibile ottenere maggiori dettagli su tutta la programmazione: http://www.juntadeandalucia.es/cultura/teatrocentral/pdf/TDM_CENTRAL_2011.pdf

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Diretto da José Luis de Castro, “Stato d’assedio” mette in scena la Cadice della Corte Costituente e il breve periodo liberale che si concluse con il ritorno dell’assolutismo di Fernando VII. Il francese e premio Nobel Albert Camus, in “Stato d’assedio” sviluppa un tema simile a quello della sua opera emblematica “La peste”. Mentre nel primo caso è la malattia fisica (basata su un fatto storico) che soffoca, asfissia, imprigiona e uccide i personaggi di un’Algeria assediata dall’epidemia, in “Stato d’assedio” è una situazione politica spaventosa a tenere imprigionato un intero Paese. Camus affronta questo assedio al breve periodo liberale che termina con una tirannia atroce e assurda come se si trattasse di un’epidemia virale. “Stato d’assedio”, con uno stile innovativo nel quale si mescolano generi diversi, ha come protagonista la Peste e la Morte, simboli della tirannia e dell’irrazionalità che si aggirano intorno a un popolo che, a mala pena, riesce a liberarsi dall’oppressione. Nel testo traspare tutto lo sfondo nichilista che pervade l’opera di Albert Camus e contemporaneamente figura un sentito appello alla libertà. Anche se sembra lontano lo sfondo tematico di “Stato d’assedio”, con altre condizioni storiche, è oggi estremamente attuale.

La costituzione spagnola del 1812 fu il primo tentativo (totalmente fallito nella pratica) di dar vita a uno Stato moderno. Anche se rimase in vigore per diversi anni con interruzioni, di fatto non arrivò mai a svilupparsi, fino a essere abolita con la restaurazione di Fernando VII. Con questo tentativo frustrato di generare una seppur debole democrazia, con la sua separazione dei poteri e una libertà di stampa (precedente la libertà di espressione), la Spagna ha perso la sua prima opportunità storia di convertirsi in uno stato moderno retto da leggi liberali e basato sul merito e l’istruzione.

Secondo gli organizzatori “Il risultato [n “Stato d’assedio”] è un’opera intensa ed eclettica, una fusione di Euripide con l’auto-sacramentale e gli echi del Camus de La Peste. I parlamenti parlano delle ripetute preoccupazioni dell’autore: la libertà, la tirannia, la morte, l’amore e la fede alla luce del Mediterraneo  come cura per i mali dello spirito in Occidente”.

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La Perla del Guadalquivir, incantevole anche in inverno. Se vieni in questo periodo dell’anno non dimenticarti di prenotare appartamenti a Siviglia Ti sorprenderà la luce dorata dei suoi tramonti.

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Vacanze a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Thursday 19 January 2012 9:20 am

Siviglia è una delle città che vanta maggiori attrazioni in Spagna. Una leggenda che racconta che fu lo stesso Ercole a fondare la città in tempi antichi. Con una storia profonda e ricca di tradizione, Siviglia è una città che offre varietà culturale, musei, gallerie d’arte e un’affollata e divertente vita notturna.

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Prima di organizzare un viaggio a Siviglia considerate innanzitutto le possibilità che ogni stagione dell’anno vi propone e che attività potrebbero piacere a voi e ai vostri amici. In generale, viaggiare soli è uno dei migliori modi di viaggiare: avere la libertà di organizzare, fare e disfare come uno meglio crede la giornata è un privilegio non da poco. A volte le persone scelgono Siviglia come meta per rilassarsi ed è certo che il ritmo di città come Barcellona o Madrid è completamente diverso: la vita agitata e in perenne movimento di queste due metropoli, a causa del fatto che sono le due città che concentrano più possibilità a livello lavorativo e commerciale, risultano un po’ più asfissianti che altre città spagnole. Senza ombra di dubbio il ritmo della vita sivigliana è più tranquillo e il calore e l’affetto delle persone molto più intenso rispetto alla capitale spagnola e quella catalana.

Se viaggi in compagnia di amici o compagno/a, scegli accuratamente le tue mete e con un po’ di anticipo perché tutti siano contenti delle decisioni prese e per evitare spiacevoli imprevisti. Se viaggi in famiglia, la cosa è diversa: sarà un po’ più difficile ma Siviglia ti offre spazi per la tua famiglia come zone di divertimento per i più piccoli e tanto altro. Se ad esempio vai a Siviglia in inverno, verso Natale, potrai vedere le strade agghindate per l’occasione e gente per strada che canta canti di natale .

Molte persone, sivigliani inclusi, si lamentano del troppo in estate. Così che molti di rifugiano in casa fino a che non scendono le temperature e i week end le notti cominciano verso le 22 per poi finire alle prime ore del mattino. Così potrai goderti una birra fresca e deliziose tapas seduto nei tavolini esterni al locale facendo amicizie e conoscendo la generosità sivigliana. I migliori momenti per visitare Siviglia sono primavera e autunno, in generale le migliori epoche per viaggiare in ogni paese in Europa, stagioni che ti permettono di passeggiare e visitare la città in tranquillità e con temperature più che accettabili. Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.turismosevilla.org/

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Trova uno degli appartamenti a Siviglia e vieni a conoscere questa grande città. Siviglia ti offre cultura e divertimento per te e la tua famiglia.

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Estrella Morente Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Friday 13 January 2012 11:49 am

La grande Estrella Morente, che darà due attesissimi concerti il 21 e 22 gennaio nell’avanguardista Teatro della Maestranza http://www.teatrodelamaestranza.es/secciones/prog/prog_ficha.php?id=509 ha saputo imparare da suo padre (il cantante Enrique Morente, uno dei grandi geni e massimi rinnovatori dell’arte del flamenco, tristemente scomparso in modo prematuro ed inaspettato poco più di un anno fa, a causa di una sospetta negligenza medica), che il flamenco è e si sente ogni giorno in modo diverso, con diversi colori, odori, tinte, densità, sonorità e silenzi, e che la musica, come la rivoluzione per Che Guevara, quando nasce dal cuore, non conosce barriere né frontiere geografiche.

estrella morente

Da bambina ogni tanto fantasticava di diventare medico, infermiera, commessa, parrucchiera o qualcuna di quelle professioni con cui giocano i bambini, ma da sempre sapeva con ferma certezza che da grande avrebbe fatto ciò che faceva suo padre. Difficilmente si potrebbe immaginare un destino più chiaro di quello che Estrella poteva percepire nell’aria e vedere scritto per lei fin da piccola in ogni angolo di casa (sua madre era la ballerina Aurora Carbonell): la necessità di creare, nel suo caso essenzialmente con il canto, e proseguire una tradizione che non le è stata mai minimamente imposta, bensì offerta liberamente con tanta generosità, talento e abbondanza di potere e seduzione, quasi magici, che sarebbe stato impossibile dedicarsi a qualsiasi altra cosa.

Lo strettissimo vincolo magico con suo padre, che fu il suo mentore fin dall’inizio e fin da giovanissima la inserì come voce nei suoi dischi e concerti, cambiò violentemente con la sua tragica morte il primo dicembre 2010. Estrella, completamente distrutta, trovò la forza di cantare in modo impressionante la Havanera impossibile di Carlos Cano nella camera ardente in cui i suoi amici più vicini gli dissero l’addio e lo omaggiarono. Da allora Estrella, presto accolta come una delle grandi speranze del flamenco contemporaneo (dicono che il leggendario chitarrista flamenco Sabicas una volta fu costretto a smettere di suonare mentre la accompagnava, quando lei aveva solo sette anni, perché sovrastato da un’emozione estetica troppo intensa, era incapace di trattenere le lacrime), si dedica a preparare senza fretta né scadenze un disco che faccia da tributo e da addio a suo padre. È facile prevedere che parte delle canzoni incluse nell’album potranno essere ascoltate nei concerti del Teatro della Maestranza, incluso un Requiem composto per l’occasione da Michael Nyman, e un riadattamento in forma di Adagio composto dallo stesso Enrique Morente partendo da un canto antichissimo che il geniale cantante riscattò dalla sua condizione praticamente tabù nel mondo del flamenco.

 

 

 

 

 

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Due concerti completi, emozionanti ed estremamente attesi, che non devi assolutamente perdere se affitti appartamenti a Siviglia in questo periodo.

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Pedro Guerra a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Wednesday 4 January 2012 9:08 am

Pedro Guerra ha già pronto un nuovo disco! Dopo il suo ultimo album uscito nel 2009 arriva “El Mono Espabilado”. Il Teatro Lope de Vega di Siviglia presenterà le novità del cantautore canario a metà gennaio 2012.

pedro <b>guerra</b> siviglia

I suoi fans lo aspettavano, era da tempo che Pedro Guerra non ci sorprendeva con qualcosa di nuovo. Pedro Guerra è uno di quei cantautori che sa godere della musica e della vita, e questo ovviamente si nota nelle sue parole, nella  freschezza e  tenerezza con cui compone. Silvio Rodríguez era il suo idolo fin dall’infanzia, per questo Pedro ha voluto sviluppare una musica simile, in sintonia  con i sentimenti delle persone. Un cantante emozionale  che coglie l’occasione per fare anche denunce di carattere sociale, come accade anche con altri cantautori classici. Per Pedro la vita è effimera, semplice e bella, cosa che sa trasmettere molto bene al suo pubblico durante i concerti. La magnifica acustica e la magia del Teatro Lope de Vega saranno l’ideale per presentare le nuove canzoni di questo artista unico.

El Mono Espabilado! È un curioso e divertente nome che dà il titolo ad una delle canzoni dell’omonimo album. Questo nuovo lavoro è costituito da 13 canzoni e conta  anche su  due collaborazioni di lusso: Miguel Poveda e Iván Ferreiro partecipano infatti duettando con Pedro rispettivamente  nelle canzoni  “Mi Locura” e “Aquella Vieja Canción” .

Ma perchè El Mono Espabilado? Da dove esce questo titolo? La risposta stà in un libro di divulgazione scientifica di Robert Sapolski, “El Mono Enamorado”. Secondo Pedro non siamo altro che scimmie sufficientemente  furbe per innamorarsi. Ricavare una canzone  da ogni fatto vissuto, o da altre opere artistiche, è cosa  molto comune nella musica di Pedro Guerra e, come  accade con la canzone de El Mono Espabilado, l’autore si basa sull’opera del regista Andrei Tarkovski, maestre di scuola, indagini antropologiche, R.L. Stevenson, storie di Perrault e vari libri.

Il disco ha qualcosa che lo rende speciale secondo Pedro, non solo a livello artistico, ma anche a livello professionale, visto che è la prima volta che lancia un album con la sua etichetta musicale. Mansi Producciones è la nuova discografica del cantante canario che ha dato alla luce questo meraviglioso disco. Sul palcoscenico ci attende una performance molto intima, nella quale appariranno illustrazioni del cantautore, le stesse che possiamo trovare nell’astuccio e nel libretto del  disco. Luis Fernández, José Gómez e Marcelo Gueblón accompagneranno Pedro con piano, basso, e batteria per deliziare il pubblico sevigliano con le nuove canzoni e temi più vecchi come “Contamíname”, “Debajo del Puente” o “El Marido de la Peluquera”.

Il concerto si terrà il 16 gennaio 2012 presso il Teatro Lope de Vega di Siviglia alle 20:30 e gli ingressi costano dai 18 ai 35 euro, a seconda del tipo di  posti. Pe maggiori informazioni:

http://www.teatrolopedevega.org

 

Fernando Paterna

Chi deciderà di andare a Siviglia per vedere la presentazione de El Mono Espabilado deve sapere che non solo si troverà di fronte ad una performaance di lusso ma che potrà anche godere di una delle città più belle del mondo. I prezzi degli affitti di appartamenti a Siviglia è in ribasso, quindi non hai scuse per non alloggiare qualche giorno nella capitale andalusa.

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Expo Cinco Siglos de Memoria Económica a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Monday 19 December 2011 9:52 am

Recentemente molte mostre ed esibizioni stanno illustrando e mostrando diversi discorsi o modi di intendere l’economia, che, in forma di storiografia, ci aiutano a capire il processo che ha portato il capitalismo ad affermarsi nel panorama globale, cedendo passo al neoliberismo e a tutte le sue implicazioni. La cosa curiosa è che la storia della nostra economia non è recente, né tanto meno i suoi errori, i difetti o le esperienze individuali. Questa mostra illustra attraverso esempi la nascita del commercio e dell’industria a Siviglia e di come questo apporti importanti cambiamenti che portano alla nascita di un’economia regionale.

memoria <b>economica</b> sevilla

Allo stesso modo pensiamo che l’esperienza umana è attraversata dall’economia che, senza crederlo, finiamo con l’impigliarci in frammentari discorsi politici che non riusciamo mai a percepire come inequivocabili. La realtà assume una dimensione ardua e imperscrutabile, quando alla fine riusciamo ad arrivare veramente al mercato del lavoro, con o senza aver prima ottenuta un’adeguata educazione. L’esperienza dell’incontro di una opportunità di lavoro differisce completamente da regione a regione, ma senza alcun dubbio si tratta di una problematica più attuale che mai. Bisognerebbe concentrarsi sui sistemi educativi e alle metodologie didattiche. Allo stesso modo si crede che l’arte o le distinzioni tra arte e politica non esistono, oppure che esistono. La cosa strana è che senza che lo si cerchi in prima persona, l’economia ti involverà nei suoi processi, gli accordi economici provocano un impatto anche sulla produzione artistica e molto altro ancora e lasciano documenti e tratti di un passato che anche senza volerlo continua a persistere.

Per questo motivo la mostra Cinco Siglos de Memoria Económica, presso la Camera di Commercio di Siviglia, ci presenta in modo dettagliato, tanto per il pubblico come per gli specialisti, più di 100 documenti che vadano da lettere, ordini, incassi assicurativi, dati su naufragi e fascicoli sulle industrie e sul commercio tra i secoli XII e XIV. Si potrà così scoprire in modo dettagliato come a Siviglia già a quell’epoca si producesse dal sapone alla carta, tra gli altri prodotti.

Sono inoltre presenti altri dati relazionati al commercio in questa regione della Spagna, un approfondimento sui lavori e gli incarichi realizzati, grazie a un’analisi dei documenti, con tutte le informazioni in essi contenute, dalle note ai nomi delle strade, dai francobolli alle firme, lettere, segni tipografici, ecc. Questo importante sforzo ci aiuta a descrivere nel modo migliore le origini dell’economia locale, mettendone Siviglia al centro. Tuttavia il metodo che ne viene fuori può essere applicato a qualsiasi altra città o provincia del tempo della quale si voglia ottenere un quadro economico più dettagliato. Per maggiori informazioni su questa mostra visita la seguente pagina web:http://www.fundacioncamaradesevilla.es/

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Prendete in affitto appartamenti a Siviglia e approfitta della sua ricca vita cultura, delle mostre, dei musei. Siviglia ha molto da offrire durante tutto l’anno: la cordialità della sua gente, l’ottima cucina e lo splendore della sua architettura vi aspettano.

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Natale a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Friday 16 December 2011 9:15 am

Si avvicina il 2012. I maya predissero la fine del mondo durante quest’anno, e sembra che sia proprio quello a cui andiamo incontro. La crisi economica globale fa sì che tutti si stiano mettendo in azione per arrestare la rovina portata dal neoliberismo, sistema economico che non semplicemente non è più funzionale. Tuttavia, questo Natale, con il cambio di governo in Spagna, potrà essere un Bianco Natale per gli spagnoli? Le cifre parlano chiaro: la disoccupazione attualmente ammonta al 21% della popolazione, ovvero più di 4.5 milioni di persone.

natale siviglia

In un modo o nell’altro, le proteste in tutto il Paese hanno dato risalto altragico stato d’abbandono nel quale versano molte persone. Contemporaneamente, lo stesso movimento in diverse parti del mondo, in particolare il recente Occupy Wall Street, Ha messo in luce l’importanza dell’unione, tanto tra giovani che tra lavoratori, per condannare i “tentacoli” di corruzione che i governi di tutto il globo continuano imperterriti a estendere sempre più. E’ inverno, e gli accampamenti di protesta stanno passando un momento duro.

Si può pensare candidamente al Natale in queste circostanze? Forse si, con un po’ d’immaginazione e pensando anche ai più piccoli. Con la crisi economica dilagante, e con quello che costano alcuni prodotti, è possibile inventarsi nuovi modi di presentare regali durante la Vigilia di Natale. Esistono molti modi per costruire giocattoli partendo da oggetti riciclati o da altri giocattoli, così come è possibile creare biglietti d’auguri per tuta la famiglia partendo da carta o cartone riciclato. Con questo espediente, non solo non sprechiamo, ma aiutiamo anche la natura, evitando di abbattere qualche albero in più. E pensare che anche la natura è in crisi…

Molte gente vive male il Natale a causa dei ricordi che questa festività porta con sè. Senza dubbio, questo uno dei periodi dell’anno che più si caricano di nostalgia a causa del peso dei ricordi di quello che non sono più tra noi, o con i quali abbiamo passato le feste solo qualche volta. Il fatto che il Natale debba essere un segno di speranza, amore e armonia tra esseri umani non è necessariamente esatto, è anzi un’utopia. Quel che è certo, è che passarlo tra amici o in buona compagnia è possibile ovunque, e ovviamente anche a Siviglia. La cordiallità dei sivigliani, così come la varietà di ristoranti tipici a vostra disposizione, possono fare in modo che passiate una cena molto gradevole e divertente durante questo periodo, sopratutto se siete in viaggio con i vostri amici e volete conoscere nuove persone.

Il Natale a Siviglia è senza dubbio un esperienza singolare, con le strade stupendamente decorate di luce, fiere e concerti per chiunque, e soprattutto molte attività pensate per i più piccoli. Se camminate per la città durante il periodo delle feste, vi capiterà sicuramente di ascoltare canti natalizi ad ogni angolo, e troverete un ambiente da fiera che vi offrirà diversi prodotti, gastronomici e non. Il clima, nonostante il freddo, è accogliente, e il posto può rivelarsi un’ottima scelta per un felice viaggio in Spagna durante il Natale, dimenticando per un attimo gli inconvenienti dell’anno che se ne va.

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Affittate uno degli appartamenti a Siviglia e godetevi il Natale in questa bellissima città.

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Miguel Poveda a Siviglia

Posted by sevilleblogger | siviglia | Wednesday 7 December 2011 9:09 am

Michelangelo Poveda Leon è nato a Barcellona nel febbraio del 1973, e a quasi 40 anni ha ottenuto ciò che ogni artista desidera: il riconoscimento del pubblico e dei suoi colleghi. Quest’uomo, conosciuto come Miguel Poveda, è uno dei cantanti di flamenco più famosi del mondo intero. Si dedica al flamenco da quando aveva 15 anni, ma è da quando era ancora nel ventre di sua madre che questa musica gli scorre nelle vene.

miguel <b>poveda</b> seville

La sua carriera professionale nel flamenco è iniziata nel 1993, dopo aver vinto vari premi di rilevanza internazionale che lo hanno reso famoso prima in tutta la Spagna e dopo in lungo e largo per il mondo. Fu così che, passo dopo passo e con molto impegno, Poveda ha vinto moltissimi premi al suo lavoro artistico. Tra i più recenti citiamo, tra gli altri, il Premio Nazionale di Cultura di Catalogna di quest’anno, il Premio Speciale della Federazione Locale di Cultura Flamenca, assegnato nel 2009 all’interno del XIII Festival di Jerez.

Premio dopo premio, la gente ed i colleghi musicisti hanno iniziato a conoscerlo. Oggigiorno è uno degli artisti più amati da tutto il pubblico appassionato di flamenco, sia in Spagna che all’estero. Ha suonato nelle città più importanti del mondo mettendo in scena la sua cultura e la sua passione, ad esempio ha tenuto un concerto nell’Odeon di Parigi, nel Teatro Colombo di Buenos Aires, nell Auditorium Parco della Musica di Roma, e l’elenco non finisce certo qui.

Oltre ad essere un uomo particolarmente carismatico, è di bell’aspetto e le donne muoiono per lui quando canta i suoi classici “olé” con in viso le sue espressioni più appassionate.  Ma Pero Miguel Poveda non è solo un bel volto. Registi cinematografici come Pedro Almodóvar e Bigas Luna  lo hanno chiamato a partecipare nei loro film. Lo stesso è accaduto con artisti che hanno voluto cantare con lui, come Joan Manuel Serrat, Pasión Vega, Raphael e molti altri.

Gli abitanti o i visitatori di Siviglia avranno il piacere di poter ascoltare questa voce così speciale nel Teatro della Maestranza, in tre concerti esclusivi previsti per il 10, l’11 e il 12 dicembre 2011. L’appuntamento è alle 20.30h e quelli che assisteranno si rinnamoreranno dei grandi successi della sua carriera, otto dischi incisi che l’artista ripercorrerà. Speciale attenzione sarà riservata per l’ultimo, che ha già ricevuto un disco di platino.

Ed è così che il flamenco classico di sempre continua a rimanere vivo nei cuori e nel sangue di tutti gli amanti della buona musica. Miguel Poveda ha saputo adattarsi ai cambiamenti culturali degli ultimi tempi ed oggi è un simbolo moderno della trasformazione di questo genere musicale.

Per maggiorioinformazioni su questa serie di concerti potete visitare il sito web del Teatro della Maestranza, dove potrete anche comprare i biglietti dello spettacolo: http://www.teatrodelamaestranza.es/secciones/prog/prog_ficha.php?id=508

 

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Se affitti appartamenti a Siviglia in dicembre avrai l’occasione di ascoltare il miglior cantante contemporaneo di flamenco, un piano ideale per il turista che desidera conoscere la cultura di un Paese nuovo, la sua gente e la sua musica. Il Teatro della Maestranza è anche un emblema della città che il visitatore deve scoprire.

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